Rebranding
-
Autore: lughino.
22 dicembre 2007
16 dicembre 2007
12 dicembre 2007
07 dicembre 2007
02 dicembre 2007
01 dicembre 2007
30 novembre 2007
27 novembre 2007
25 novembre 2007
20 novembre 2007
19 novembre 2007
11 novembre 2007
09 novembre 2007
Our government: crazy, is it?!?
Of course I prefer laughing watching this video, but I could cry as well.
07 novembre 2007
05 novembre 2007
29 ottobre 2007
The Great Pumpkin
23 ottobre 2007
18 ottobre 2007
Per un Paese più "normale"
Vogliamo il 5 per mille stabile e senza limiti
di Gianluca Salvatori
Investire in ricerca significa credere nel futuro del Paese. Si può girare la questione in molti modi ma la sostanza di fondo è questa. Una società con un'idea di sviluppo in cui è determinante il ruolo della conoscenza non può fare a meno di strutture di ricerca qualificate e di ricercatori profondamente motivati. E queste strutture e questi ricercatori non possono fare a meno del sostegno del Paese, inteso non solo come istituzioni pubbliche ma anche come singoli cittadini. Per questo l'introduzione nel 2006 del "5 per mille" Irpef, destinato alla ricerca e al volontariato, è stata una buona idea. Quasi due italiani su tre hanno subito aderito, con uno slancio inaspettato. Il "5 per mille" non è destinato a cambiare le sorti della ricerca italiana. Tuttavia esprime una volontà chiara dei cittadini nei confronti di un settore che gode altrimenti di un'attenzione solo intermittente (per usare un eufemismo).
È un segnale chiaro e forte con cui i contribuenti indicano un obiettivo strategico per la spesa pubblica. Non solo il "5 per mille" non contraddice interventi più sostanziali e strutturati da parte delle istituzioni, ma in qualche modo li sollecita e li esige.
Quindi non è un'elemosina con cui tacitare le nostre coscienze ma un modo per dare voce a una priorità effettivamente condivisa dai cittadini del nostro Paese.
Per questo motivo un gruppo di ricercatori e di persone impegnate nel mondo dell'innovazione – tra questi Renato Dulbecco, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia, Umberto Veronesi, e molti autori di Nòva24, per citare solo alcuni tra i primi firmatari – rivolgono al Governo un appello, in sintonia con un'analoga petizione del mondo del volontariato, perché il "5 per mille" divenga contenuto stabile della nostra legislazione e la sua copertura non venga condizionata da "tetti" o altre forme di riduzione.
L'appello da oggi può essere sottoscritto sul sito del Sole-24 Ore e sul blog di Nòva24.
di Gianluca Salvatori
Investire in ricerca significa credere nel futuro del Paese. Si può girare la questione in molti modi ma la sostanza di fondo è questa. Una società con un'idea di sviluppo in cui è determinante il ruolo della conoscenza non può fare a meno di strutture di ricerca qualificate e di ricercatori profondamente motivati. E queste strutture e questi ricercatori non possono fare a meno del sostegno del Paese, inteso non solo come istituzioni pubbliche ma anche come singoli cittadini. Per questo l'introduzione nel 2006 del "5 per mille" Irpef, destinato alla ricerca e al volontariato, è stata una buona idea. Quasi due italiani su tre hanno subito aderito, con uno slancio inaspettato. Il "5 per mille" non è destinato a cambiare le sorti della ricerca italiana. Tuttavia esprime una volontà chiara dei cittadini nei confronti di un settore che gode altrimenti di un'attenzione solo intermittente (per usare un eufemismo).
È un segnale chiaro e forte con cui i contribuenti indicano un obiettivo strategico per la spesa pubblica. Non solo il "5 per mille" non contraddice interventi più sostanziali e strutturati da parte delle istituzioni, ma in qualche modo li sollecita e li esige.
Quindi non è un'elemosina con cui tacitare le nostre coscienze ma un modo per dare voce a una priorità effettivamente condivisa dai cittadini del nostro Paese.
Per questo motivo un gruppo di ricercatori e di persone impegnate nel mondo dell'innovazione – tra questi Renato Dulbecco, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia, Umberto Veronesi, e molti autori di Nòva24, per citare solo alcuni tra i primi firmatari – rivolgono al Governo un appello, in sintonia con un'analoga petizione del mondo del volontariato, perché il "5 per mille" divenga contenuto stabile della nostra legislazione e la sua copertura non venga condizionata da "tetti" o altre forme di riduzione.
L'appello da oggi può essere sottoscritto sul sito del Sole-24 Ore e sul blog di Nòva24.
Iscriviti a:
Post (Atom)










